La scheda dice:
Curl bicipiti – 3×10
Alla seconda serie senti che “ce n’è ancora”.
Ti sembra naturale andare oltre, d’altronde “sono Complementari questi e qui DEVO spingere, se ce n’è”.
Quindi arrivi fino a 12 ripetizioni. Magari a cedimento.
E in quel momento pensi di star lavorando meglio.
In realtà hai appena fatto una cosa precisa:
hai cambiato il target di fatica dell’esercizio.
E c’è un effetto ancora più importante:
Quel 3×10 non è stato scritto “a caso”.
È stato scelto per:
Quando lo trasformi in 3×12 o in cedimento:
Il target di fatica è il limite di sforzo previsto per quell’esercizio, in quella seduta.
Esempi pratici:
Quel numero non è un dettaglio.
È parte della programmazione.
Non è un segnale per spingere di più.
È un segnale che devi restare nel target.
Se 10 ripetizioni sono facili:
Perché il target di fatica è il guardrail che evita di sballare tutto il resto.
Qui quasi tutti sbagliano:
Sui complementari vale una regola semplice:
il target non si supera.
Se vuoi fare di più,
fallo regolando il carico,
non inventandoti il livello di fatica.
Perché è così che ottieni risultati più veloci:
Puoi essere disciplinato quanto vuoi.
Ma se la tua programmazione non ha target di fatica tarati bene…
…finisci comunque per andare a caso.
Fondamentali e Complementari devono avere target di fatica chiari e coerenti tra loro, così sai sempre quanto spingere… e quanto lasciare “in serbo” per continuare a progredire.