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Perché un 3×10
non può diventare un 3×12

E cosa c’entra il “target di fatica”.

Se una scheda è fatta bene, non ti dice solo cosa fare. Ti dice anche quanto devi faticare. Perché la programmazione serve a questo:
    1. darti lo stimolo giusto
    2. non distruggere il tuo recupero

Il problema nasce qui

La scheda dice:

Curl bicipiti – 3×10

Alla seconda serie senti che “ce n’è ancora”.
Ti sembra naturale andare oltre, d’altronde “sono Complementari questi e qui DEVO spingere, se ce n’è”.
Quindi arrivi fino a 12 ripetizioni. Magari a cedimento.

E in quel momento pensi di star lavorando meglio.

In realtà hai appena fatto una cosa precisa:
hai cambiato il target di fatica dell’esercizio.

E c’è un effetto ancora più importante:

stai trasformando un esercizio di supporto in stress primario.

Perché è un errore
(anche se ti sembra innocuo)

Quel 3×10 non è stato scritto “a caso”.
È stato scelto per:

Quando lo trasformi in 3×12 o in cedimento:

E il problema è che lo fai senza accorgertene.

Cos’è davvero il “target di fatica”

Il target di fatica è il limite di sforzo previsto per quell’esercizio, in quella seduta.

Esempi pratici:

Quel numero non è un dettaglio.
È parte della programmazione.

Se senti che “potresti farne ancora”

Non è un segnale per spingere di più.
È un segnale che devi restare nel target.

Se 10 ripetizioni sono facili:

Perché il target di fatica è il guardrail che evita di sballare tutto il resto.

I veri errori
(quelli che ti rallentano)

Qui quasi tutti sbagliano:

    1. La scheda non prevede un target di fatica
      Quindi è fatta a caso.
    2. Il complementare è buttato dentro senza un ruolo chiaro.
    3. Tu sposti il target durante l’allenamento
      Perché decidi sul momento.
    4. E spesso non sai nemmeno cosa stai spostando
      Perché non ti è mai stato spiegato.

La regola pratica

Sui complementari vale una regola semplice:
il target non si supera.

Se vuoi fare di più,
fallo regolando il carico,
non inventandoti il livello di fatica.

Perché è così che ottieni risultati più veloci: 

non facendo di più,
ma facendo esattamente quello che è previsto.

L’altra regola (ancora più importante)

Puoi essere disciplinato quanto vuoi.
Ma se la tua programmazione non ha target di fatica tarati bene

…finisci comunque per andare a caso.

La regola finale è questa:

Fondamentali e Complementari devono avere target di fatica chiari e coerenti tra loro, così sai sempre quanto spingere… e quanto lasciare “in serbo” per continuare a progredire.